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Domande frequenti

Per l'argomento "Affidamento familiare dei minori " sono disponibili anche:

La scheda Servizi "Affidamento familiare dei minori "
2 approfondimenti di tipo "Documenti/Pubblicazioni"
4 approfondimenti di tipo "Normative"
5 approfondimenti di tipo "Domande frequenti"
Chi sono i protagonisti principali dell’affidamento familiare?
Il minore.
tale percorso nasce proprio con l'intento di salvaguardare i suoi bisogni e le sue necessità fisiche, psicologiche, affettive e relazionali. I destinatari dell'intervento di affido possono essere bambini piccoli di due o tre anni, possono frequentare la scuola dell'infanzia, elementare o media, possono essere adolescenti, e comunque, non oltre la maggiore età.
Possono essere affidati anche fratelli o sorelle insieme.
I bambini/e o adolescenti possono essere residenti o meno nella città o paese degli affidatari; possono essere di diversa nazionalità, appartenere a lingue o culture diverse. Nelle variegate esperienze di vita dei minori, che necessitano di essere affidati, può esserci la necessità di particolari cure sanitarie o psicologiche a seconda delle problematiche che presentano.

La famiglia d’origine:
è la famiglia in cui è nato il bambino, la sua prima e fondamentale appartenenza. In tale famiglia sono presenti temporanee situazioni di difficoltà che non le consentono, da sola, di occuparsi in modo opportuno dei propri figli offrendo loro ciò di cui hanno bisogno per crescere. Questa famiglia vive una situazione di sofferenza che non facilita il difficile compito di essere genitori.
L'affido è un aiuto per la famiglia naturale, perchè la separazione temporanea dai figli, le consente di investire energia su se stessa utilizzabile per superare e migliorare le proprie condizioni di vita. I rapporti tra essa e il minore affidato, sono mantenuti affiché possa essere assicurato il bisogno di continuità.
La famiglia d'origine ha il diritto di essere coinvolta in tutte le fasi del progetto di affidamento, usufruendo del sostegno e degli interventi dei servizi socio-assistenziali.
Durante il periodo di affidamento:
- si deve impegnare a mantenere validi rapporti con il minore e la famiglia affidataria affinchè contribuisca anch'essa alla crescita e all’educazione del proprio figlio.
- deve, inoltre, tenere utili rapporti con i Servizi collaborando, in maniera attiva, agli interventi volti a superare le proprie difficoltà. Ciò è finalizzato al rientro del minore nei tempi concordati.
- deve rispettare i tempi e le modalità degli incontri con il figlio e con la famiglia affidataria, così come concordato con gli operatori dei Servizi coinvolti e/o come prescritti dall'Autorità giudiziaria.

Gli affidatari
possono essere adulti: in coppia con o senza figli, sposati o conviventi, ma anche persone singole. La legge non stabilisce vincoli di età rispetto al bambino affidato. Indipendentemente dal reddito o dal tenore di vita, i requisiti essenziali possono essere riassunti in:
- uno spazio nella propria vita e nella propria casa per accogliere un'altra persona diversa da sé;
- la disponibilità affettiva e la volontà di accompagnare per un tratto di strada più o meno lungo un bambino/a o un ragazzo/a, senza la pretesa di cambiarlo, ma aiutandolo a sviluppare le sue potenzialità, valorizzando le sue risorse;
- la consapevolezza della presenza e dell'importanza della famiglia di origine nella vita del bambino/a;
- la capacità di mettersi in discussione;
- la volontà a partecipare alle attività di sostegno e formazione svolte dal Servizio preposto all'affidamento, per avere occasioni di confronto e discussione sulle esperienze di affidamento;
- la collaborazione con tutti i Servizi preposti al progetto di affidamento familiare, partecipando agli incontri di verifica.

Il Servizio sociale territoriale.
La predisposizione del progetto e la gestione dell’affidamento è curata dal Servizio Sociale dell’Ente gestore competente per comune di residenza della famiglia d’origine del minore. Il Servizio Sociale ricopre un ruolo fondamentale, esso pianifica, vigila, accompagna e organizza l’affidamento in accordo con i genitori, anche su incarico del Tribunale per i minorenni. In particolare: individua le situazioni a rischio per le quali si propone l’intervento di affidamento familiare, analizza il bisogno e la stesura di un progetto di intervento a favore del minore finalizzato al superamento delle condizioni di difficoltà della sua famiglia attraverso idonei interventi di aiuto e sostegno; si confronta e collabora con l’Emaf.

l’Èquipe multidisciplinare per l’affidamento familiare (Emaf)
L’Equipe multidisciplinare per l’affidamento familiare opera presso l’Ufficio Centro per l’Infanzia, è formata da diverse professionalità: assistenti sociali, psicologi, psico-pedagogisti, neuropsichiatri infantili. Già da molti anni svolge specifiche attività nella promozione e nella gestione dell’affidamento familiare in Provincia di Trento.
Le attività dell’equipe multidisciplinare per l’affidamento familiare sono:
• promozione e sensibilizzazione sul tema dell’affidamento familiare rivolta alla cittadinanza, in collaborazione con i servizi sociali territoriali e le associazioni di privato sociale e volontariato;
• formazione/aggiornamento rivolta agli operatori sociali, sanitari e della scuola;
• conoscenza e valutazione di tutte le persone e famiglie che si rendono disponibili all’affidamento familiare extraparentale di un minore sul territorio provinciale;
• abbinamento tra la famiglia affidataria e il minore da affidare;
• sostegno alla famiglia affidataria e relativi figli sia singolarmente che attraverso gruppi di incontro;
• osservazione e valutazione dei minori per i quali viene proposto l’intervento di affido;
• collaborazione e coordinamento tra servizi nel progetto di affidamento;
• consulenza e supervisione agli operatori sociali relativamente al progetto di affidamento;
• monitoraggio di contesto e raccolta dati dell’attività complessiva;
• partecipazione attiva al coordinamento nazionale affidi e/o ad altri Gruppi interregionali sulla tematica;
• coordinamento di Gruppi di lavoro interistituzionali sul tema dell’affidamento familiare per migliorare il servizio o per la costruzione di buone prassi operative;
• possibilità di estendere la valutazione delle persone e famiglie che si propongono per l’affido ed il sostegno alle stesse, eccezionalmente anche alla fattispecie dell’affidamento familiare di minori a parenti in casi particolari segnalati dal servizio sociale territoriale o su richiesta dell’Autorità Giudiziaria;
• promozione, d’intesa con l’Ente locale, di progetti sperimentali rivolti alle famiglie d’origine.

(ultimo aggiornamento: 19/12/2017)

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