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Autorizzazione, accreditamento e vigilanza dei soggetti che operano in ambito socio assistenziale

Autorizzazione, accreditamento e vigilanza dei soggetti che operano in ambito socio assistenziale

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA 9 APRILE 2918 N. 3-78/LEG

Regolamento di esecuzione degli articoli 19, 20 e 21 della legge provinciale 27 luglio 2007 n.. 13 (Politiche sociali nella provincia di Trento) in materia di autorizzazione, accreditamento e vigilanza dei soggetti che operano in ambito socio assistenziale

PRIME INDICAZIONI SUL NUOVO REGOLAMENTO

Come previsto dal Regolamento in materia di autorizzazione, accreditamento e vigilanza dei servizi socio assistenziali e dall'articolo 53 della l.p. 13/2007, dal giorno 1 luglio 2018 diventa efficace la disciplina concernente le autorizzazioni, gli accreditamenti e le modalità di gestione e di affidamento dei servizi di cui agli articoli 19, 20, 21, 22 e 23 della legge provinciale 27 luglio 2007, n. 13.

Da questa data non possono dunque avere applicazione le disposizioni abrogate delle leggi provinciali 31 ottobre 1983, n. 35 (Disciplina degli interventi volti a prevenire e rimuovere gli stati di emarginazione) e 12 luglio 1991, n. 14 (Ordinamento dei servizi socio-assistenziali in provincia di Trento) con riguardo alle nuove autorizzazioni, accreditamenti, affidamenti ed i progetti sperimentali e innovativi, e subentra l’applicazione del regime transitorio dettato dall’articolo 53 della legge provinciale 27 luglio 2007, n. 13 e dal suo regolamento in materia di autorizzazione, accreditamento e vigilanza dei soggetti che operano in ambito socio assistenziale.

L’efficacia delle disposizioni concernenti le autorizzazioni e gli accreditamenti di cui agli articoli 19, e 20 e 21 della legge provinciale 27 luglio 2007, n. 13 ed il regime transitorio previsto comportano una serie di collegamenti con la disciplina sull’affidamento e sulla gestione dei servizi socio-assistenziali (artt. 22 e 23).

Per chiarire l'impatto della nuova disciplina, saranno adottate Linee guida o note esplicative, criteri per i contributi previsti dalla l.p. 13/2007, modulistiche ed altri documenti, via via più specifici ed approfonditi, anche sulla base di concrete questioni di valenza generale che potranno emergere dalle Amministrazioni pubbliche e dal Terzo Settore, oltre che dalle valutazioni della Provincia. In particolare, a breve, saranno adottate le Linee guida relative al regime transitorio degli affidamenti, che avranno lo scopo di supportare, nel passaggio dalla vecchia alla nuova normativa, gli enti competenti nella gestione amministrativa dei servizi in regime di affidamento o con altre forme di sostegno.

In attesa di sviluppare per singoli focus specifici gli aspetti più salienti per l’applicazione della nuova disciplina è possibile consultare una prima esplicazione del regime transitorio di Autorizzazione e Accreditamento quale presupposto necessario per la gestione/affidamento dei servizi socio assistenziali.

All. - 1 LUGLIO 2018- REGIME TRANSITORIO.pdf (18,82 kB)

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ALTRI PASSI AVANTI NELL’IMPLEMENTAZIONE DEL SISTEMA DI QUALITA’ DEI SERVIZI SOCIO-ASSISTENZIALI

Nella seduta della Giunta Provinciale del 6 luglio u.s., sono state approvate tre delibere collegate al nuovo “Regolamento per l’autorizzazione, l’accreditamento e la vigilanza dei soggetti che operano in ambito socio assistenziale”, entrato in vigore il 1 luglio, avviando così l’attuazione del Sistema provinciale di qualità dei servizi socio-assistenziali previsto dalla L.p. 13/2007.

I documenti sono:

- Deliberazione n.1184 - Approvazione del Catalogo dei servizi socio-assistenziali previsto dall'articolo 3 del Decreto del Presidente della Provincia n. 3- 78/Leg di data 9 aprile 2018, recante "Approvazione del regolamento di esecuzione degli articoli 19, 20 e 21 della legge provinciale 27 luglio 2007, n. 13 (Politiche sociali nella provincia di Trento) - Prima Parte

Delibera 1184_2018 CATALOGO DEI SERVIZI.pdf (1,09 MB)

- Deliberazione n.1183 - Approvazione dello schema di Bilancio sociale e determinazione delle Linee guida per la sua redazione.

Delibera 1183_2018 BILANCIO SOCIALE.pdf (970,10 kB)

- Deliberazione n.1182 - Approvazione delle "Linee guida per la redazione della Carta dei servizi socio- assistenziali e determinazione dei suoi contenuti essenziali" ai sensi dell'art. 20, c. 1, della L.p 13/2007.

Delibera 1182_2018 CARTA DEI SERVIZI.pdf (806,42 kB)

I tre provvedimenti sopra citati sono stati adottati in attuazione della legge provinciale sulle Politiche sociali e del Regolamento per l’autorizzazione, l’accreditamento e la vigilanza dei soggetti che operano in ambito socio assistenziale e costituiscono, nel loro complesso, il risultato di un ampio processo partecipato dalla Provincia, dagli Enti locali e dagli Enti del Terzo settore, rappresentati anche dalla Consulta provinciale delle Politiche sociali. Essi sono frutto anche di un notevole impegno di interpretazione e, per taluni aspetti, anche di innovazione normativa, che prende in considerazione i molteplici recenti sviluppi normativi, dottrinali e giurisprudenziali ma soprattutto tiene ben presenti le numerose trasformazioni sociali in atto, che generano nuovi bisogni molto complessi, che richiedono risposte pronte, appropriate e flessibili, per non assurgere a vere e proprie emergenze sociali.

Già il d.P.P. n. 3-78/Leg del 8 aprile 2018 ha smantellato il pre-vigente sistema di classificazione dei servizi socio-assistenziali, dando evidenza, ai fini dell’autorizzazione e dell’accreditamento, non tanto ai singoli servizi, ma a raggruppamenti di servizi che rispondono a finalità comuni (aggregazioni funzionali), che costituiscono l’unità base per l’accreditamento dei Gestori e si collocano normalmente all’interno di ambiti (residenziale, semi-residenziale, domiciliare e di contesto) che fanno capo a ciascuna delle tre aree dei servizi (minori e genitorialità, adulti, anziani e persone disabili).

Con il nuovo Catalogo, che si riferisce in primis alle aggregazioni funzionali previste nel Regolamento, si intende superare la precedente rigidità dell’offerta dei servizi socio-assistenziali “in modo da poter accogliere più soluzioni concrete e diverse per rispondere anche a bisogni complessi e per servire come leva allo sviluppo delle risorse territoriali, familiari ed individuali, per l’assistenza e l’inclusione sociale delle persone che si trovano in difficoltà, per costruire un tessuto sociale coeso, e generativo di relazioni e contesti di responsabilità e di aiuto tra le persone e più welfare di comunità.

Nel Catalogo dei servizi si riconoscono, oltre ai servizi rivolti all’“età evolutiva e genitorialità, età adulta, età anziana, e per persone con disabilità”, anche servizi che toccano trasversalmente varie aree di utenza come quelli di “sportello sociale , di servizi preordinati all’acquisizione dei pre-requisiti lavorativi e infine i “servizi territoriali”, orientati proprio verso le nuove forme di welfare territoriale e generativo. “Il Catalogo ha una valenza generale e lascia spazio ai territori per definire le risposte più appropriate ai bisogni tipici locali e alle diverse necessità tra centro e periferia, consentendo l’elaborazione di soluzioni flessibili e dinamiche”.

Dato il panorama decisamente ampliato e rinnovato dei servizi socio-assistenziali, si è ritenuto di procedere con un’elaborazione del Catalogo di “carattere incrementale”.

Con la deliberazione n.1184 del 6 luglio 2018, si approva la Prima Parte del Catalogo. La Seconda Parte vedrà la determinazione di ulteriori aspetti riguardanti i servizi e gli interventi, proseguendo il lavoro di confronto e partecipazione svolto finora con gli Enti territoriali, del Terzo Settore e con la Consulta delle Politiche sociali, a partire dal prossimo autunno. In quest’occasione, si potranno apportare miglioramenti anche agli aspetti già definiti nella Prima parte del Catalogo, in base alle esperienze maturate o agli ulteriori approfondimenti già previsti su alcune questioni.

Quanto alla Delibera n.1183 del 6 luglio 2018, abbiamo poi inteso il Bilancio sociale quale “...motore del miglioramento non soltanto della qualità dei servizi resi in risposta ai bisogni rilevati e monitorati ma anche rispetto alle capacità imprenditoriali dell’organizzazione, intese come attitudine ad intercettare e leggere i bisogni, a fornire adeguate risposte alle singole situazioni, a posizionarsi appropriatamente nei contesti di riferimento, con capacità di attivazione delle risorse familiari, territoriali e di vicinato disponibili e di impianto di reti di collaborazione”.

Tra gli elementi metodologici distintivi dello schema provinciale di Bilancio Sociale, troviamo:

- la modularità, affinché possa considerare le diverse dimensioni e specificità delle organizzazione del Terzo settore;

- la flessibilità, affinché il modello garantisca e valorizzi la possibilità di individuare indicatori che siano autonomamente definiti da ogni organizzazione del Terzo settore, sulla base dei principi e criteri condivisi;

- la periodicità, cioè si è ritenuto di agevolare le organizzazioni del Terzo settore nell’implementazione del bilancio sociale, prevedendo per chi lo desidera una durata triennale per le prime due edizioni (quindi per un periodo di sei anni) e poi annuale (a partire dal settimo anno).

Infine la Carta dei servizi è definita quale requisito generale per l’acquisizione e il mantenimento dell’accreditamento.Per gli utenti e per l’Amministrazione è uno strumento informativo chiaro e trasparente, sui servizi offerti; per il Soggetto gestore e per l’Amministrazione un efficace strumento di ascolto-partecipazione e tutela dei cittadini – utenti; per l’Amministrazione che determina le politiche sociali e per la governance, un elemento per valutare a che punto stanno le politiche provinciali e territoriali sociali..., e una strategia per favorire il miglioramento continuo della qualità dei servizi anche attraverso un sistema di valutazione partecipata con i destinatari dei servizi.

Carta dei Servizi e Bilancio Sociale acquistano una valenza ancora maggiore quando li si considerano in stretta connessione tra loro; per questo motivo e la redazione di entrambe le Linee guida si sono svolte di pari passo, così da assicurare la coerenza dei due strumenti.

Rispetto a questo aspetto, la Provincia sta lavorando alla costruzione di un percorso di accompagnamento che prevederà, in prospettiva futura, diversi moduli formativi/laboratoriali a favore delle Organizzazioni sulle varie tematiche inerenti il nuovo sistema di qualità.

Seguiranno, ulteriori interventi volti a guidare il Terzo settore e le Pubbliche Amministrazioni nell’applicazione delle nuove disposizioni (incontro con la Consulta provinciale delle Politiche sociali nei primi giorni di agosto), Linee guida per la gestione dei servizi rientranti nel regime transitorio, Linee guida sulle modalità di affidamento e di esecuzione dei servizi nel periodo transitorio.

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(ultimo aggiornamento: 18/07/2018)

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