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Conciliare famiglia e lavoro

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Family in Trentino

La difficoltà di conciliazione tra occupazione femminile e famiglia condiziona pesantemente il tasso di fecondità. La conciliazione è più difficile rispetto ad altri paesi europei per la minor presenza sul territorio di servizi di cura per l’infanzia, per la minor possibilità di ricorrere al part-time e ad usare in modo flessibile l’orario di lavoro, ma anche per la minor condivisione maschile dei compiti di cura e delle attività domestiche e familiari. Attuare politiche di conciliazione lavoro-famiglia rappresenta quindi una grande opportunità di evoluzione organizzativa delle istituzione e delle aziende. Diffondere le politiche di conciliazione significa moltiplicare le positive sperimentazioni già fatte ma soprattutto diffondere di più il part-time, il telelavoro, la banca delle ore, la formazione per il reinserimento dopo i congedi, le possibilità di sostituzione del titolare dell’impresa assente per maternità, utilizzando anche ulteriori spazi di sperimentazione che sono consentiti dall’aggiornamento dell’art. 9 legge 53. Non solo le politiche del lavoro e quelle del welfare, anche le politiche di conciliazione appaiono come politiche di prevenzione dalla povertà. I vincoli alla occupazione femminile, oltre che vincoli alle scelte di libertà e di pari opportunità, sono anche in contrasto con il benessere delle famiglie, specie in un contesto in cui cresce sia l’instabilità del lavoro che l’instabilità dei rapporti all’interno dei nuclei familiari. Le politiche di conciliazione, nella misura in cui riescono a decomprimere e a riequilibrare i tempi di cura e di tempi di lavoro dei genitori, consentono – nell’ottica delle pari opportunità – di dare a tutti i bambini le stesse chance: una presenza affettiva ed educativa più equilibrata dei genitori in famiglia

Audit Famiglia & Lavoro Processo di certificazione rivolto alle organizzazioni pubbliche e private E' uno strumento che, investendo sulla valorizzazione delle risorse umane, consente di monitorare le modalità con cui le aziende, che volontariamente aderiscono al progetto, organizzano campi d'azione che spaziano dall'orario di lavoro alla politica d'informazione, allo sviluppo del personale conmodalità orientate alal famiglia. Le aziende vedono riconosciuto da una certificazione questo loro impegno nel miglioramento della ocncilizaione tra famiglia e lavoro.
Centro aperto per minori Centro aperto per minori Il Centro aperto fornisce occasioni di crescita e di svago attraverso attività ludiche (laboratori musicali, di pittura, laboratori per la manualità, ecc.), di socializzazione, di promozione, di educazione e sostegno scolastico per minori di norma dai 6 ai 14 anni.
Centro di aggregazione giovanile - Spazio giovani Centro di aggregazione giovanile - Spazio giovani Servizio semiresidenziale a carattere diurno operante nell’ambito della prevenzione primaria. La funzione principale è aggregativa e socio-educativa, ponendosi come luogo privilegiato di incontro, per la generalità dei ragazzi, degli adolescenti e dei giovani di un determinato territorio, anche tramite il rapporto con figure adulte con ruolo di guida e di stimolo. Il servizio si qualifica anche come luogo e occasione di iniziative di avvicinamento alla pratica di alcune attività creative, ricreative, sportive e di animazione.
Estate Family Estate Family Estate Family è la raccolta delle attività estive rivolte a bambini e ragazzi, promosse da Enti e Organizzazioni pubbliche e private del territorio: Associazioni, Cooperative, Comuni, Parrocchie, Società Sportive, Musei, Biblioteche, APT, Scuole, Fattorie didattiche… promossa dalla Provincia autonoma di Trento, attraverso l'Agenzia per la famiglia, la natalità e le politiche giovanili, grazie alla collaborazione delle Organizzazioni del territorio.
Sono centinaia le attività registrate ogni anno, scoprile tutte!
Servizi forniti da altri soggetti
Buoni di servizio Buoni di servizio I Buoni di servizio sono titoli di spesa per la conciliazione tra impegno lavorativo e cura in ambito familiare erogati dalla Provincia autonoma di Trento mediante graduatorie periodiche e rilasciati dalla Struttura Multifunzionale Territoriale Ad Personam. I Buoni di servizio consentono ai titolari di acquisire, a fronte di un contributo finanziario personale pari ad almeno il 15% o 20% (in funzione dell'età del minore) del valore nominale del Buono, servizi di educazione e cura di minori con età fino a 14 anni (18 anni nel caso di minori riconosciuti in stato di handicap o difficoltà di apprendimento o situazioni di particolare disagio attestate da personale di competenza) in forma complementare ai servizi pubblici erogati allo stesso titolo sul territorio provinciale.
I Buoni di servizio o di accompagnamento consistono in titoli di spesa rilasciati dallo Sportello di Orientamento Formativo Territoriale dell'Ufficio Fondo Sociale Europeo - Segreteria Generale della Provincia Autonoma di Trento, possono avere un valore massimo compreso tra i 900 e i 1.500 euro a seconda del reddito e del patrimonio familiare (determinato dall’indicatore I.C.E.F.) e prevedono una compartecipazione finanziaria da parte del fruitore pari ad almeno il 10%.
Consigliera di parità La Consigliera di Parità è la figura istituzionale preposta ad intervenire in modo specifico sulle tematiche delle Pari Opportunità
tra uomo e donna legate al mondo del lavoro.
Tale figura svolge funzioni di promozione e controllo sull’attuazione dei principi di uguaglianza, di pari opportunità e non discriminazione per lavoratrici e lavoratori: è un organo di garanzia e vigilanza sul rispetto della legislazione di parità operante a livello nazionale, regionale e provinciale; promuove azioni positive a favore dell’inserimento e della permanenza delle donne nel mondo del lavoro e ha la possibilità di agire in giudizio contro qualsiasi discriminazione, diretta o indiretta, individuale o collettiva (d.lgs. 196/2000; l.p. 10 dic. 1993, n. 41).
Interventi sui regimi d’orario, sulla qualità del lavoro e per facilitare l’utilizzo di congedi per cure parentali e per la formazione - Contributi a favore delle imprese. Vengono corrisposti contributi alle imprese che, a seguito di accordi sindacali, sperimentino progetti di rimodulazione e riduzione d’orario per rispondere ad esigenze specifiche dei lavoratori/trici anche correlate ad impegni di cura e di assistenza. Vengono finanziati inoltre interventi miranti a favorire la diffusione del lavoro a tempo parziale e l’utilizzo di congedi per cure parentali o per la formazione.
L’importo dei contributi per l’elaborazione e l’attuazione di progetti sulla riduzione e rimodulazione degli orari di lavoro ammonta
al massimo a 26.000,00 euro.
Le aziende che intendono assumere a tempo indeterminato o trasformare rapporti di lavoro da tempo pieno a tempo parziale,
qualora le richieste dei lavoratori risulti motivata da compiti di cura o assistenza, possono contare su un contributo pari a 3.000,00 euro di durata biennale.
In caso di nuove assunzioni per sostituire lavoratori assenti perché usufruiscono dei congedi parentali o di formazione ai sensi della legge n. 53/2000, viene concesso ai datori di lavoro un contributo di 2.600,00 euro su base annua per, al massimo, due anni.
Servizio di supporto per progetti di conciliazione famiglia-lavoro (ex L.53/2000, art. 9) L’articolo 9 della legge nazionale n. 53 del 2000 prevede l’erogazione di contributi alle aziende che attuano azioni positive per la flessibilità dei propri dipendenti ed ai lavoratori autonomi o titolari d’impresa che intendono sviluppare azioni per la conciliazione tra vita familiare e lavorativa. L’obiettivo di tale strumento è quello di agevolare la conciliazione dei tempi di vita familiare e professionale attraverso il finanziamento di progetti che introducano nuove modalità organizzative e gestionali dei tempi di lavoro o servizi capaci di qualificare l’azienda come family friendly.
Nel 2007, allo scopo di usufruire pienamente delle opportunità previste da tale normativa, la Provincia Autonoma - Assessorato alle pari opportunità, i sindacati, le associazioni di categoria e del terzo settore hanno sottoscritto un Protocollo d’intesa sulla flessibilità d’orario15. La Provincia, in particolare, si è impegnata a svolgere attività di sensibilizzazione, supporto e consulenza per la presentazione di specifici progetti che potranno accedere ai benefici previsti.
Per la presentazione dei progetti sono previste 3 scadenze annuali (10 febbraio - 10 giugno - 10 ottobre).
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