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Violenza sulle donne: un costo economico, sociale e umano di 17 miliardi

Questa news è riferita a:

Tutela donne vittime di violenza
20/02/2014

Violenza sulle donne: un costo economico, sociale e umano di 17 miliardi

Presentata a Trento, assieme alle assessore Sara Ferrari e Donata Borgonovo Re, la ricerca di Intervita

Doppio appuntamento oggi in Trentino sul tema del contrasto alla violenza contro le donne, per iniziativa di Intervita onlus, autrice della prima indagine nazionale sui Costi economici e sociali della violenza contro le donne (patrocinata dal Dipartimento per le Pari Opportunità del Consiglio dei Ministri), in collaborazione con la Provincia autonoma. In mattinata un workshop in Piazza Dante aperto dall'assessora alle pari opportunità Sara Ferrari, promotrice della nuova legge di settore approvata due anni fa. In chiusura è intervenuta l'assessora alla salute e solidarietà sociale Donata Borgonovo Re. Nel pomeriggio, a partire dalle 18.30, in Piazza Duomo, un evento di sensibilizzazione dedicato ai cittadini. Ma quanto costa la violenza sulle donne? Il dato nazionale che emerge dalla ricerca di Intervita, che ha stimato sia i costi economici e sociali sia quelli "umani e di sofferenza" (calcolati su un ancora purtroppo ipotetico risarcimento alle vittime, qualora ogni violenza venisse denunciata e ogni atto condannato) è di 17 miliardi di euro all'anno. A fronte di ciò, le risorse investite in prevenzione ammontano solo a 6 milioni.

E' approdato oggi a Trento il tour della onlus Intervita “Le parole non bastano più”, partito il 14 febbraio per presentare, in 14 città italiane, i risultati i una ricerca sui costi della violenza sulle donne, sensibilizzare l'opinione pubblica su questo problema e promuovere una raccolta fondi. Secondo la ricerca presentata oggi, in un anno, in Italia, oltre 1 milione di donne hanno subito violenze. 1 donna su 3 non ha confessato mai a nessuno l’abuso subito.
In Trentino, come spiegato in apertura dall'assessora Ferrari, l'ultimo dato raccolto, quello del 2012, è pari a 574 denunce. A fronte di ciò, la nuova legge si è proposta di coordinare e mettere in rete tutte le iniziative e tutti i soggetti che ruotano attorno al fenomeno: enti pubblici, forze di polizia, apparati della giustizia, mondo delle associazioni. L'obiettivo è da un lato coordinare maggiormente ciò che già si fa, e dall'altro accrescere gli sforzi sul versante del sostegno alle vittime (è stata aperta fra l'altro l'anno scorso la prima casa-rifugio per donne anche con figli) e di prevenzione, con iniziative mirate che coinvolgono le scuole del Trentino. Tutto questo nella convinzione che, come sottolineato ancora da Ferrari, "la violenza contro le donne non è un problema privato ma pubblico, che investe tutta la società e che produce, come mostrato da questa ricerca, costi anche di carattere economico, che si sommano a quelli, gravissimi, sul piano umano, emotivo, educativo".
"Innanzi tutto - ha detto in chiusura della mattinata l'assessora Borgonovo Re - voglio esprimere il mio apprezzamento per una iniziativa che raccoglie soggetti istituzionali e privati. Credo che sia particolarmente importante, anche per impostare politiche efficaci, conoscere bene fenomeni che, dopo essere rimasti sotto traccia a lungo, oggi sono più visibili nella loro drammaticità e ingiustizia. Servono poi sensibilità e capacità di affrontare questi fenomeni con un linguaggio adeguato, per diffondere la consapevolezza della loro gravità. Si deve lavorare all'interno di reti ampie perché le buone prassi possono fare da esempio. Infine si deve rispondere alle urgenze e alle emergenze senza smettere di prendersi cura della nostra comunità nel suo insieme, in un'ottica di prevenzione e di rafforzamento dei legami sociali".
La ricerca di Intervita ha messo in luce una cifra allarmante: quasi 17 miliardi di euro i costi economici e sociali della violenza. Di questi quasi 2,3 riguardano i costi "vivi" dei servizi in vario modo coinvolti (dalle spese sanitarie alle cure psicologiche per le donne abusate, ai costi della repressione e della "macchina della giustizia", fino agli oneri che riguardano l’assistenza delle vittime e dei loro familiari e quelli derivanti dalla mancata produttività delle vittime); oltre 14 miliardi di euro invece quelli umani, calcolati sulla base di una stima che prende a riferimento i risarcimenti monetari alle vittime di incidenti stradali (e pur nella consapevolezza della grande differenza esistente fra i due tipi di fenomeno nonché nella difficoltà data dal quantificare in termini monetari le violenze e gli abusi subiti dalle donne).
Ne emerge, insomma, l’equivalente di una strage in cui perdono la vita 11.000 persone o il triplo degli incidenti stradali che avvengono in un anno in Italia.

(ultimo aggiornamento: 19/12/2017)

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