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Interventi di inserimento lavorativo per le donne vittime di violenza

Questa news è riferita a:

Tutela donne vittime di violenza
04/04/2014

Interventi di inserimento lavorativo per le donne vittime di violenza

Li ha previsti oggi la Giunta provinciale, su proposta del vicepresidente Alessandro Olivi

Il sistema di rilevazione delle denunce relative alla violenza contro le donne, creato nel 2012, ha evidenziato che anche nelle aree del Trentino è presente il fenomeno delle violenze sulle donne, in modo proporzionale alla distribuzione della popolazione femminile, e che la maggior parte delle violenze sulle donne viene perpetrata (più dell'80%) da autori conosciuti, in particolare da partner ed ex partner; inoltre il circa 70% delle donne vittime di violenza in Trentino non lavora. Poiché spesso le vittime si trovano in una situazione di disoccupazione che non consente loro di affrancarsi dalla dipendenza economica nei confronti del familiare autore della violenza, per poter intraprendere un percorso di reinserimento sociale è indispensabile attivare azioni di inserimento lavorativo. Di qui la decisione odierna dell'esecutivo provinciale, su proposta del vicepresidente Alessandro Olivi, che dà mandato all'Agenzia del Lavoro di attivare una serie di interventi specifici e di prevedere, in alcuni casi, canali privilegiati di accesso. "Le politiche del lavoro - sottolinea Olivi - devono avere come obiettivo primario quello di promuovere le persone, con le loro potenzialità, le loro legittime aspettative. Questo è tantopiù vero per le donne vittime di violenza, che sono oggettivamente in una condizione di grave difficoltà e disagio, accentuato da una crisi economica che non fa sconti e a cui molte di loro si trovano ad essere, spesso, ancora più esposte. Le misure che possiamo mettere in campo devono puntare quindi a restituire a queste persone fiducia, ruoli, spazi reali di libertà e di emancipazione, anche nei confronti di quelle situazioni familiari da cui si sono dovute sottrarre".

Destinatarie degli interventi sono dunque le donne vittime di violenza segnalate dai servizi sociale; cinque le linee di azione individuate:

  1. attività di accoglienza e orientamento a favore della donna vittima di violenza da parte di personale specializzato di Agenzia del Lavoro, con professionalità idonea a gestire questo tipo di situazioni;
  2. previsione della categoria specifica delle donne vittima di violenza segnalate dai servizi sociali nell'ambito della classe generale dei soggetti svantaggiati destinatari di interventi di politica del lavoro;
  3. previsione della possibilità di utilizzo del sostegno all'inserimento lavorativo in cooperative, a favore delle donne vittime di violenza, come categoria degna di attenzione specifica e con un intervento finanziario maggiore rispetto a quello previsto per la generalità degli svantaggiati, attraverso una percentuale di riconoscimento dei costi del lavoro maggiorata di almeno 10 punti percentuali a favore di tale categoria (ovvero viene finanziato il costo del lavoro al 70%, anziché al 60%, il primo anno e poi al 60%, anziché al 50%, il secondo anno, quindi al 50% anziché al 40% il terzo anno);
  4. previsione della possibilità di accesso all'intervento 19 (Progetti per l'accompagnamento alla occupabilità attraverso lavori socialmente utili) del Documento degli interventi di politica del lavoro a favore delle donne vittime di violenza, segnalate dai servizi sociali, come categoria degna di attenzione specifica, individuando canali privilegiati di accesso;
  5. estensione alle donne vittime di violenza di tutti gli interventi previsti nel Documento degli interventi di politica del lavoro a favore delle persone svantaggiate, compresi gli incentivi all'assunzione e i tirocini.

(ultimo aggiornamento: 19/12/2017)

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